domenica 14 gennaio 2018

Carnevale della Matematica #115: "Io e la Matematica

L'edizione di gennaio del Carnevale della Matematica, la numero 115, è ospitata da Math is in the Air.
Un carnevale caratterizzato da una particolarità: la richiesta a tutti partecipanti di sintetizzare con una frase il loro rapporto con la matematica. Io ho contribuito con la cellula melodica e con...

Flavio Ubaldini (alias Dioniso) ci invia, oltre alla cellula melodica i seguenti contributi:
- Presentazione de "Il mistero del suono senza numero" ovvero una raccolta di foto e di impressioni dalla presentazione del 23 dicembre. E scrive:" Mi ha fatto piacere anche che, a detta di più persone, l'esperimento con la misurazione delle corde della chitarra nel caso di consonanze e dissonanze sia stato chiaro ed efficace."
- La sua frase di Flavio, matematico e musicista per formazione e per passione, informatico per professione,  è la seguente:
"Matematica è creatività, visione di mondi fantastici, rigore, infallibilità, divertimento e ore di studio per poter accedere a quel divertimento" ma vi invitiamo a leggere anche il post dedicato


Per quanto riguarda l'edizione numero 116... 

14 febbraio 2018: (“canta, becchetta, canta”) Rudi Mathematici.
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

martedì 9 gennaio 2018

Io e la Matematica ovvero quale è la mia percezione della matematica

– "Il tema è "Io e la Matematica" ovvero quale è la vostra percezione della matematica.
Riprende il tema dell'indagine che abbiamo realizzato e di cui "a breve" pubblicheremo l'analisi dei dati. 
Nel frattempo sarebbe bello sapere quali sono le vostre percezioni nei confronti della matematica.
Quindi, se vi va, vi chiediamo di inviarci anche una frase con cui descrivereste il vostro rapporto con la matematica.
– Che fai?
– Leggo la richiesta di Math is in the air relativa alla partecipazione al Carnevale della matematica #115 di gennaio. Vediamo. Una frase con cui descriverei il mio rapporto con la matematica... Eccola!
Matematica è creatività.
– Mah. Troppo banale.
– Matematica è visione di mondi fantastici.
– Troppo lisergica.
– Matematica è rigore.
– Troppo pedante.
– Matematica è infallibilità.
– Esagerato!
– Ma insomma! Non te ne va bene una!
Ho deciso: Matematica è divertimento. – Solo divertimento?
– Beh, ci sono anche le ore di studio per poter accedere a quel divertimento. Ma lo stesso vale per tutto no? Posso divertirmi con uno sport se non spendo un certo numero di ore ad allenarmi?
E comunque secondo me la matematica è una creazione della mente umana. O forse dovrei dire delle menti umane. O ancora, della mente umana intesa come una collettività di menti estesa nello spazio e nel tempo. Ed è una delle creazioni più perfette. Posso dire quella che più si avvicina all'idea dell'assoluto?
– Esagerato!

domenica 24 dicembre 2017

Presentazione de "Il mistero del suono senza numero" a Scandriglia

Dopo le presentazioni di Crotone, Arce e Heidelberg, ecco una raccolta di foto e di impressioni dalla presentazione di Scandriglia del 23 dicembre.

La presentazione mi ha lasciato molto soddisfatto. Il pubblico era numeroso - tra le sessanta e le settanta persone - e attento.
Il fatto che fosse un pubblico attento l'ho percepito sia dalle reazioni durante la presentazione, sia dalle domande finali ma anche da alcuni commenti che hanno accompagnato i complimenti finali individuali.
Mi ha fatto piacere anche che, a detta di più persone, l'esperimento con la misurazione delle corde della chitarra nel caso di consonanze e dissonanze sia stato chiaro ed efficace.




Un ringraziamento particolare va ai Vacuna Sabina per la perfetta organizzazione e a Cristina Moscatelli, Domenico Scacchi, Nicolò Boccacci e Roberto Boccacci per le domande, l'introduzione, le letture e la parte musicale.

giovedì 14 dicembre 2017

Carnevale della Matematica #114

L'edizione di dicembre del Carnevale della Matematica, la numero 114, è ospitata da Notiziole di .mau.
Un carnevale ricchissimo di contributi. Io ho contribuito con la cellula melodica "che – come dice Dioniso che l’ha preparata – «è caratterizzata da un salto di sesta minore, come a voler far riflettere il merlo sulle possibili peripezie del suo ardito salto nella luce.»" e con...

Cominciamo con Dioniso, che oltre alla cellula musicale ci manda un contributo a detta sua più musicale che matematico (ma non è vero!): Ansermet, il musicista matematico contrapposto ad Adorno e alla dodecafonia: Stravinsky o Schönberg?. Ansermet, contro Schönberg e i dodecafonici, ha teorizzato matematicamente che il nostro orecchio è tarato sulla musica tonale.

Per quanto riguarda l'edizione numero 115... 

14 gennaio 2018: (“delizioso tra i cespugli”) Math is in the Air
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

venerdì 24 novembre 2017

Ansermet, il musicista matematico contrapposto ad Adorno e alla dodecafonia: Stravinsky o Schönberg?

Qualche giorno fa ho ascoltato la puntata di WikiMusic del 12/11/2017 che era dedicata al musicista matematico Ernest Ansermet. Di seguito riporto alcuni brani che mi sono sembrati particolarmente interessanti.

...Ansermet è anche autore di un significativo libro sulla musica del secolo scorso, I fondamenti della musica nella coscienza dell'uomo del 1961. Un grosso e complesso volume che mantiene un rigore filosofico molto raro da riscontrare nei libri di filosofia della musica. Non ci sono virtuosismi intellettuali e lessicali e neanche l’ideologia politica di Adorno. Sebbene è proprio con questo autore che il libro di Ansermet può essere messo in rapporto dialettico. Proprio perché in entrambi i casi sono due i compositori che vengono presi a modello per illustrare le due diverse filosofie della musica: Stravinsky e Schönberg. Stravinsky la restaurazione, Schönberg il progresso per Adorno. Per Ansermet si tratta di smontare la dodecafonia come metodo di composizione assolutamente falso.
La frase cardine del libro di Ansermet è la seguente: non si può sfuggire alla legge tonale poiché essa è la legge dell’orecchio. Secondo Ansermet c’è un substrato culturale che accomuna tutti gli uomini e che ci permette di percepire la musica tutti alla stessa maniera. Ansermet non parla né di gusto né di piacere ma puramente di percezione. E arriva a questa concezione tramite la matematica. Ansermet dice che il nostro apparato uditivo percepisce secondo leggi logaritmiche. Cioè il prodotto di due intervalli coincide nel nostro orecchio alla somma degli stessi e questa è proprio una proprietà dei logaritmi. Questo modo di pensare non può concepire una tecnica come quella dodecafonica in cui i riferimenti vengono a mancare perché i suoni sono svincolati tra loro. In sostanza nella dodecafonica si creerebbe un cortocircuito. Cioè l’oggetto percepito non incontra l’atto percettivo del senso che la coscienza riesce a dare a ciò che percepisce. Questo fa sì che la nostra coscienza non comprenda la musica dodecafonica. Quei suoni potrebbero essere anche stati messi lì casualmente e la nostra coscienza non li comprenderà. Non comprenderà che essi costituiscono una serie dodecafonica.

Secondo Ansermet, per rinnovare il linguaggio tonale non è necessario sopprimerlo ma basterebbe rielaborarlo in maniera originale. Così fa il genio. La nuova musica non ha bisogno di distruggere quanto fino allora si era fatto o si era detto. Il vero genio riesce a creare musica nuova a partire dai presupposti classici. La vera differenza la fa lo stile non tanto le forme.

Le posizioni di Ansermet sono state viste come reazionarie. Però, a pensarci bene, alla fine le cose sono andate come lui aveva previsto. In effetti oggi la dodecafonia rimane poco più che un esercizio.

Per altre considerazioni sulla dodecafonia...